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Come allontanare la paura della morte?

Passeggiate all'alba per le vie di Palermo

Come allontanare la paura della morte?

Dalla frutta martorana ai mustazzola, la tradizione siciliana che celebra i morti…

In Sicilia, la notte tra l’1 e il 2 Novembre, prima ancora che questo ruolo fosse attribuito alla figura di Babbo Natale, erano i morti a portare giocattoli e dolciumi ai bambini. Questi si svegliavano alle prime luci del mattino e cercavano i doni che erano nascosti per casa, in una vera e propria caccia al tesoro!  In questo modo si pensava ai defunti come a spiriti benefici che in quella notte particolare uscivano dai sepolcri per elargire doni ai più piccoli, allontanando la paura della morte, esorcizzandola attraverso l’atmosfera della festa e i doni.

In particolare, la tradizione palermitana è ricca di ricette e dolci squisiti che riempiono il cosiddetto “cannistru”, che solitamente viene messo a tavola dopo il pranzo del giorno dei morti. L’elemento centrale del cesto è “u pupu ri zuccaru” un pupazzo di zucchero che rappresenta tradizionalmente i paladini di Francia o una ballerina, di altezza variabile tra i 20 e i 50 cm e dipinto con colori accesi e svariati decori.

Altro elemento importante del cesto è la frutta martorana, fatta con pasta di mandorle, e modellata per ottenere perfette imitazioni di frutta di ogni genere.

Ma come nacque la frutta martorana? Una leggenda narra che sia stata realizzata a Palermo dalle Monache Benedettine del convento di Santa Maria dell’Ammiraglio. Era inverno e le suore erano in attesa di una visita dal Vescovo, ma molti degli alberi erano spogli da frutti, così, decisero di cerare dei frutti colorati con la pasta di mandorla per addobbare gli alberi spogli, e creare degli ortaggi per abbellire l’orto. Il Vescovo rimase così compiaciuto e i dolci riscossero tale successo, che le monache decisero di 
preparare la frutta martorana per le famiglie abbienti della città e da allora la tradizione non è mai andata perduta. 

La tavola tra l’1 e il 2 novembre, viene imbandita con altre leccornie come i tutù o tetù, biscotti con due diverse glassature, bianca o al cacao, i mustazzola che rappresentano le ossa dei morti, e i taralli, ciambelle di biscotto coperte di glassa di zucchero….e voi seguite ancora queste tradizioni?

Paola Abbruscato 

 

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